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Spesso parlando di gamification può capitare di imbattersi nel termine “Serious Games”. Cosa sono di preciso e come si differenziano dalla gamification? La più grande differenza tra gamification e serious game è la presenza in quest’ultimo di un game play: non si parla più di semplici elementi di gioco applicati, ma di un percorso di gioco vero e proprio. Tuttavia il gioco si differenzia da tutte le altre forme di game thinking attraverso la sua assenza di intenzionalità. Infatti, sia la gamification che i serious game, a differenza dei semplici giochi, hanno intrinsecamente l’idea di proporre qualcosa. Nonostante vengano definiti “serious”, non bisogna pensare che all’interno non sia presente il divertimento, basti pensare a tutti i giochi di Dr. Panda Ltd, che insegnano ai bambini come gestire varie attività (come caffetterie e ristoranti) in maniera semplice e divertente.

Facciamo affidamento alle tabelle di seguito per capirci meglio qualcosa:

 

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Come si può vedere, i giochi sono gli unici che come presupposto hanno il “just for fun”, il solo divertimento, mentre tutte le altre forme di game thinking hanno in mente un preciso obiettivo.

I serious game si possono dividere in tre tipologie, riassumibili così:

  • Teaching games: una tipologia di serious game che ha come obiettivo l’insegnamento di qualcosa, attraverso il gioco. Un esempio è Phantomation, un gioco progettato per insegnare come utilizzare il software di animazione Play Sketch. Piuttosto che mostrare gli strumenti, ti fa risolvere i vari enigmi che hanno bisogno di una comprensione sempre più profonda dello strumento. La grande qualità di questo gioco è che potrebbe essere goduto come un gioco a sé stante, anche se non si dispone di un interesse spontaneo nell’apprendere l’utilizzo dello strumento!
  • Meaningful games: questa tipologia di serious game cerca di far passare un messaggio significativo e se possibile, promuovere il cambiamento.
  • Purposeful games: l’idea di questo gioco è di fare un percorso di gioco che abbia un qualche esito nel mondo reale. L’esempio più classico è FoldIt, un gioco il cui scopo è, attraverso l’utilizzo di puzzle, insegnare al giocatore il dispiegamento delle proteine. Il fine ultimo di questo gioco è contribuire a guidare lo sviluppo di una cura contro ogni sorta di malattia, persino HIV e cancro.

Mi raccomando, adesso che sapete qual è la distinzione, state attenti a non mischiare le due cose (altrimenti ci offendiamo!). Se un giorno in azienda vi chiedessero di avviare un programma di gamification, fate bene attenzione a non presentare qualcosa che non è, con il rischio di venire fraintesi e di far credere agli utenti di partecipare ad un gioco vero e proprio.

Per dettagli e informazioni più precise su serious game e tutte le altre forme di game thinking, vi invitiamo a dare un’occhiata all’articolo di Gamasutra.com

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