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La Coca Cola, come tutti sappiamo, è uno dei brand più diffusi e famosi nel mondo. Questo anche grazie alle sue tecniche di marketing. Chi vedendo la neve, ma soprattutto Babbo Natale nello spot della Coca Cola non si sente già più buono? Pensate che originariamente Babbo Natale era verde e quando c’è stato il cambio dei colori nei nostri classici bianco-rosso, la Coca Cola ha rivendicato la paternità dell’idea. Per tanto tempo molti sono stati convinti di questo, ma come dimostra questo articolo non è esattamente così. La Coca Cola è solo stata furba ed ha colto la palla al balzo, sapendo cogliere le tradizioni e le mode dell’epoca.

La stessa cosa è avvenuta con lo spot trasmesso a Hong Kong. Il meccanismo era molto semplice: quando lo spot passava in tv, precisamente alle 10 di sera, l’utente doveva agitare lo smartphone (fare “chok!”) con forza per sbloccare vari premi associati ad altri brand partner della Coca Cola, come ad esempio McDonald’s. Questo spot ha letteralmente incollato una città agli schermi ad una precisa ora (a quell’ora lo spot veniva trasmesso anche all’interno di cinema e teatri!), fino a far arrivare l’app ufficiale a 380 milioni di download in un mese e contare 9 milioni di visualizzazioni dello spot televisivo. Questo è stato un esempio eccellente di gamification. All’interno dell’app facendo Chok si sbloccavano premi e bonus costituiti da badges, uno dei più classici elementi della gamification. Inoltre la cosa più emblematica di gamification all’interno della campagna pubblicitaria è il concetto di “fare Chok”: questo ha portato a creare un comportamento per raggiungere un obiettivo, uno degli obiettivi principali.

Qui di seguito vi mostriamo la fatidica pubblicità che ha ipnotizzato l’Oriente:

Speriamo di vedere presto pubblicità ed esempi di gamification come questo, se fosse possibile in Europa perchè ne possa godere anche il Vecchio Continente!

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